Influencer: come approcciarsi ad agenzie (e aziende)

Ogni lunedì un social media manager si sveglia, apre la mail e cerca di non sbattere la testa contro la scrivania per la disperazione, dopo aver letto le richieste di collaborazione degli “influencer” arrivate durante il weekend.

Un’introduzione un po’ drammatica, me ne rendo conto, ma piuttosto realistica di questi tempi. Realistica purtroppo perché sono sempre di più le persone accecate dalla possibilità di guadagnare con i social in modo facile; forse troppo. Di conseguenza le richieste di collaborazione salgono, ma spesso creano più danno che altro.

Partiamo da un presupposto.

Non sono contro l’influencer marketing, anzi. Credo sia una grandissima opportunità per un’azienda, tanto da averne scritto in queste pagine non molto tempo fa. E sono stata anche dall’altro lato per parecchio tempo (ancora oggi, ammettiamolo), quindi riesco a immedesimarmi abbastanza nelle difficoltà di un blogger in cerca di collaborazioni.

Detto questo, ci sono tanti piccoli tasselli che fanno in modo che un’agenzia (o un’azienda) decida di collaborare o meno con un influencer o blogger: uno di questi è il modo di proporsi. Ecco un piccolo vademecum dedicato a te, aspirante influncer: qualche consiglio utile per approcciare un’agenzia e i suoi clienti.

Tu avrai più possibilità di collaborare, noi perderemo meno tempo (e la nostra tranquillità di spirito ne trarrà beneficio).

8 passi per contattare un’agenzia di comunicazione e proporre una collaborazione

  1. Non pensare di essere sempre il più furbo

    Ovvero: dai per scontato che l’agenzia controllerà il tuo profilo. Azioni di follow/unfollow su Instagram (vade retro!) non passeranno inosservate, così come sospetti gruppi di follower o fan che arrivano dall’altro capo del mondo. Se ne hai 100.000, ma per lo più acquisiti in modo poco trasparente, il mio consiglio è uno: lascia perdere.
    (Eh sì, controlliamo anche i commenti, quindi non pensare che i pod siano la soluzione!)

  2. Controlla a chi stai scrivendo

    Hai scelto di contattare direttamente l’azienda? Bene, invia la tua mail di presentazione all’attenzione del Responsabile Marketing. Hai scritto invece all’agenzia? Rivolgiti a lei, non all’azienda, magari senza neanche nominarne il nome.
    Come puoi immaginare, l’agenzia si occupa di n clienti, non di uno solo. Cliccando nel nostro portfolio puoi subito farti un’idea di quanti siano i nostri progetti digitali: come possiamo capire a chi ti riferisci? Nessuno di noi è Nostradamus (anche se potrebbe essere utile per anticipare le mosse dell’algoritmo di Facebook).

  3. Identifica il tuo target

    Parli da sempre di make up e moda? Forse proporti a un’azienda che produce caminetti potrebbe essere inopportuno, così come chiedere un’intera batteria di pentole. Approcciare però un produttore di skincare potrebbe essere una mossa intelligente.
    Nel sito dell’agenzia trovi sempre il portfolio con i suoi clienti: studiali al meglio e cerca l’azienda che può fare al caso tuo e interessare anche al tuo pubblico.

  4. Evita conflitti di interesse

    Alle aziende non piacciono le “marchette” e i consulenti di marketing, come le agenzie, lo sanno.
    Se per mesi hai collaborato con un marchio, non proporti subito ai suoi concorrenti: a meno che non sia tu stesso un brand (ma non saresti qui a leggere questa guida), non verresti probabilmente contattato.
    La trasparenza è alla base.

  5. Proponiti per quello che sei

    Sempre più spesso vediamo arrivare richieste di collaborazione da parte di “blogger”, che in realtà hanno solo un profilo Instagram o una pagina Facebook. Definirsi “blogger” implica avere una pagina web, nella quale inserire dei contenuti.
    Allo stesso modo, non auto-definirti “influencer” se il tuo profilo conta poche centinaia di fan e un engagement inferiore al 5%. Ci strapperai una risata, ma nulla di più.

  6. Prepara dei dati

    Un media kit, qualche statistica, i dati che identificano il tuo pubblico: più informazioni ci darai sul tuo operato, più ci convincerai a lavorare con te. I grandi numeri non servono, quello che apprezziamo di più è la qualità.
    Alle volte una nicchia ben identificata vale più di 1 milione di follower.

  7. Scrivi in italiano corretto

    Sembra una stupidaggine? Invece non lo è. Se vedessi anche solo le ultime 10 mail di richiesta di collaborazione ricevute, ti stupiresti di quanti errori grammaticali e ortografici contengano.
    Non richiediamo di trovarci di fronte a un Nobel per la letteratura, perché gli errori li commettiamo tutti: cerca però di controllare quanto hai scritto.
    Per ogni perché con l’apostrofo un copy perde qualche anno di vita.
    (No, siamo seri. La realtà è semplicemente che non proporremmo mai ai nostri clienti una persona che non perde neanche 5 minuti per scrivere correttamente una mail, perché si comporterebbe allo stesso modo con i contenuti di eventuali campagne).

  8. Sii educato

    La ciliegina sulla torta, ma che forse dovrebbe stare al primo posto. Una persona gentile è sempre apprezzata: anche se non verrai scelto subito per un progetto chi lo sa… potresti essere ricontattato per il prossimo.

 

Aiuta un social media manager a raggiungere il weekend: sii il perfetto influencer.

 

Sei un’azienda e non sai come approcciare il mondo dell’influencer marketing? Non preoccuparti, siamo qui per te: contattaci per indicarci le tue esigenze e creare un progetto insieme!

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